Passaparola!

Molto spesso non siamo noi a poter scegliere il nostro orario di lavoro e questo è tanto più vero per coloro che lavorano a turno, dove gli orari sono di solito rigidi e variano con frequenza settimanale. Ma oltre alla scomodità di lavorare in orari improbabili, il personale turnista deve fare i conti anche con un’altra spiacevole conseguenza: una nuova ricerca svolta da un’equipe medica dell’Università del Colorado e pubblicata sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences ha infatti evidenziato che questi lavoratori sono più a rischio obesità rispetto ai colleghi che lavorano a giornata.


I parametri della ricerca

Los studio ha coinvolto 14 volontari adulti per sei giorni consecutivi. Per i primi due giorni i partecipanti hanno seguito un normale regime di lavoro diurno, mentre negli ultimi quattro giorni il loro orario lavorativo è stato impostato in turni a rotazione sulle 24 ore.

Durante l’esperimento i pasti dei volontari sono stati attentamente controllati affinché essi continuassero ad assumere le stesse calorie che assumevano normalmente a casa mantenendo costante il loro peso. Cioè anche quando i partecipanti sono stati messi a turno, nonostante gli orari dei loro pasti fossero ovviamente variati la somma delle calorie ingerite era la stessa. Inoltre ai partecipanti era garantita la possibilità di dormire otto ore indipendentemente dall’orario di lavoro.

Per tutta la durata della ricerca gli scienziati hanno monitorato il dispendio energetico, l’utilizzo dei macronutrienti da parte dell’organismo, la presenza di ormoni dell’appetito nel sangue, la quantità e qualità del sonno e ovviamente le variazioni del ritmo circadiano.

E’ il turno dell’obesità!

lavoro-turno-obesitàI ricercatori hanno scoperto che l’energia totale richiesta dal metabolismo dei partecipanti diminuiva nel periodo del lavoro a turno, calando del 3% ogni giorno (cioè dopo il terzo giorno a turno il dispendio era il 9% in meno rispetto all’inizio). Come se non bastasse, gli studiosi hanno anche verificato che quando i volontari dormivano di giorno il loro consumo energetico durante il sonno era inferiore addirittura del 12-16% rispetto a quello di un normale sonno notturno. Tutti questi aspetti non possono che favorire l’insorgenza di disturbi metabolici e di sovrappeso, fino ad arrivare a una condizione di obesità cronica.

Queste variazioni sono probabilmente legate al disaccoppiamento fra l’attività delle persone e il loro orologio interno. Gli esseri umani si sono evoluti per restare svegli e mangiare quando c’è luce e dormire quando è buio. Cioè il nostro ritmo circadiano è settato per l’esposizione alla luce” dice il Dr. Kenneth Wright, direttore del Laboratorio del Sonno e Cronobiologia dell’Università del Colorado e autore principale della ricerca (avevo già avuto modo di presentare un altro interessante studio del Dr. Wright sul rapporto sonno/peso in questo articolo).

Nelle ore serali e di notte, infatti, il nostro organismo lavora in modo differente rispetto al giorno, per esempio secernendo ormoni diversi rispetto alle ore di luce, e questo può influire su molti aspetti legati al metabolismo come il senso di sazietà e appetito, il rilascio dell’insulina per il controllo degli zuccheri e la loro trasformazione in grasso e la richiesta di energia dalla massa grassa o magra.

E’ dimostrato che il ritmo circadiano delle persone può essere modificato, anche radicalmente, con l’uso di luci artificiali ed evitando l’esposizione al sole. Ma poichè di solito i lavoratori turnisti ciclicamente ritornano a lavorare di giorno il loro orologio biologico non riesce mai ad assestarsi su un nuovo ritmo.

Quando le persone sono sottoposta a lavori a turno il loro dispendio energetico giornaliero si riduce e, a meno che esse non diminuiscano la quantità di cibo o le calorie ingerite, sono inevitabilmente destinate ad ingrassare“, conclude Wright.

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Conclusioni

Una recente ricerca dell’Università del Colorado ha scoperto che le persone che lavorano a turno hanno un minore dispendio energetico e questo può renderle più soggette al sovrappeso. I ricercatori suggeriscono tuttavia che questo inconveniente può essere evitato con una minore assunzione calorica durante i periodi di lavoro notturno.

Quindi se siete dei turnisti e ci tenete alla linea queste indicazioni possono esservi utili per pianificare meglio la vostra dieta settimanale. Oppure potete sempre provare a chiedere al vostro capo di mettervi a giornata, facendogli leggere questo articolo e ricordandogli che questa volta… LO DICE LA SCIENZA!


Fonte:

Wright P.K. et al., Impact of circadian misalignment on energy metabolism during simulated nightshift work, Proceedings of the National Academy of Sciences, 2014 111 (48) 17302-17307.

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