Dal punto di vista della salute del cuore, gli Tsimane sono un gruppo modello. Popolazione indigena dell’Amazzonia boliviana, gli Tsimane non soffrono quasi di nessuna malattia cardiaca. Hanno un’ipertensione minima, un bassissimo livello di obesità e diabete di tipo 2, e infine i loro livelli di colesterolo sono ottimali. E questi fattori non sembrano cambiare con l’età. Ciò porta gli scienziati a considerare il ruolo della dieta nella salute cardiovascolare degli Tsimane, e come essa potrebbe essere influenzata nel tempo man mano che la popolazione diventa più esposta alla globalizzazione e al mercato.


Indigeni in perfetta salute

È qui che entrano in scena gli antropologi Thomas Kraft e Michael Gurven, facenti parte del Progetto Tsimane Health and Life History. Insieme hanno condotto il primo studio sistematico esaminando ciò che gli Tsimane consumano regolarmente e confrontandolo poi con quello dei Moseten, una popolazione vicina con un linguaggio e origini simili, ma le cui abitudini alimentari e stili di vita sono maggiormente influenzate da contatti esterni.

Il nostro lavoro ha dimostrato che gli Tsimane hanno i cuori più sani mai studiati, quindi naturalmente c’è molto interesse a capire perché“, ha dichiarato Michael Gurven, professore di antropologia presso l’UC Santa Barbara e autore principale dello studio.

Abbiamo condotto un’analisi dettagliata della dieta Tsimane e poi l’abbiamo confrontata con ciò che mangiano in genere gli americani moderni, oltre che con le diete che dichiarano di essere salutari per il cuore“, ha continuato. “Forse gli Tsimane seguono una di queste diete senza saperlo.”

La connessione con il gruppo dei Moseten è un ulteriore vantaggio dello studio. Etnolinguisticamente e geneticamente molto simili agli Tsimane, i Moseten sono molto più acculturati e “occidentalizzati” rispetto agli Tsimane. “Forniscono una previsione di come potrebbe essere la salute degli Tsimane tra 20 anni“, dice Gurven. “Rappresentano ciò che sta accadendo a molte popolazioni indigene nel tempo. In che misura i cambiamenti nella loro dieta possono aumentare l’incidenza di malattie cardiache e diabete?

La dieta per la salute del cuore

Utilizzando la stessa strategia di misurazione adottata durante il sondaggio nazionale statunitense sulla salute e la nutrizione, i ricercatori hanno intervistato 1.299 Tsimane e 229 Moseten su tutto ciò che avevano mangiato o bevuto nelle precedenti 24 ore.

La dieta ad alto contenuto calorico degli Tsimane (2.400-2.700 kcal / giorno) era caratterizzata da un alto apporto di carboidrati e proteine ​​e da un basso apporto di grassi (rispettivamente il 64%, 21% e 15% della dieta). Inoltre, lo Tsimane non mangia una grande varietà di alimenti, rispetto alla dieta media degli Stati Uniti o di un Moseten. Quasi i due terzi delle loro calorie derivano da carboidrati complessi, in particolare platano e riso. Un altro 16% proviene da oltre 40 specie di pesci e il 6% da selvaggina. Solo l’8% della dieta proviene da prodotti non locali.

Nonostante la bassa diversità dietetica, i ricercatori hanno trovato poche prove di carenze di micronutrienti nell’assunzione giornaliera degli Tsimane. Il calcio e alcune vitamine (D, E e K) scarseggiavano, ma l’assunzione di potassio, magnesio e selenio – spesso legati alla salute cardiovascolare – superava di gran lunga i livelli degli Stati Uniti. Infine l’assunzione di fibre alimentari era quasi il doppio degli Stati Uniti e dei Moseten.

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Un indigeno tsimane trasporta un casco di platani. La loro dieta è la più salutare al mondo.

Più cibi raffinati, meno salute

Durante i cinque anni di studio, tuttavia, i ricercatori hanno visto aumentare in modo significativo l’assunzione totale di energia e carboidrati degli Tsimane, in particolare nei villaggi vicino alle città dove ci sono mercati che importano prodotti dall’estero. Anche il loro consumo di additivi alimentari (strutto, olio, zucchero e sale) è aumentato in modo significativo.

Abbiamo così la prova che allontanarsi da una dieta ricca di fibre e povera di grassi, sale e zucchero raffinato rappresenta un grave rischio per la salute. Questa transizione nutrizionale tra gli Tsimane, infatti, ha portato parallelamente all’aumento del grasso corporeo e dell’indice di massa corporea.

La conclusione: una dieta ricca di carboidrati complessi è associata a un basso rischio di malattie cardiovascolari, almeno se abbinata a uno stile di vita fisicamente attivo (gli Tsimane adulti fanno una media di circa 17.000 passi al giorno, rispetto ai 5.100 degli americani).

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Il team biomedico dello Tsimane Health and Life History Project sta vedendo infatti un forte aumento di pazienti diabetici tra gli Tsimane. Ciò è probabilmente dovuto all’aumento dell’assunzione regolare di zuccheri e grassi raffinati avvenuta nel corso dello studio.

Tuttavia è interessante notare come l’alto contenuto di carboidrati nella dieta Tsimane originale non sia un caso isalto, fra quelle considerate salutari. “Una delle altre diete che proteggono le arterie è la “dieta di Okinawa”, in Giappone. Comprende circa l’85% di carboidrati. Ma una caratteristica comune che condividono è che in entrambi i casi si tratta di carboidrati complessi: patate dolci nella dieta di Okinawa, platano e manioca tra gli Tsimanea”, afferma Kraft.

Conclusioni

Nel complesso, i risultati fanno sicuramente luce sulla diversità delle diete compatibili con una buona salute cardiovascolare” suggeriscono i ricercatori nelle conslcusioni del loro studio. Dai popoli indigeni possiamo imparare che per mantenere in forma il nostro cuore e il nostro organismo è indispensabile consumare ampie porzioni di carboidarti complessi e fare un’adeguata attività fisica. Via libera quindi a pane e pasta integrali, patate dolci, legumi e verdura. Da ridurre al minimo invece zuccheri raffinati e grassi, se ci teniamo al nostro benessere e alla salute del nostro cuore.


Fonte: T.S. Kraft et al., Nutrition transition in 2 lowland Bolivian subsistence populations. The American Journal of Clinical Nutrition, 2018.