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I ricercatori del Centro di Salute Pubblica americano hanno analizzato i dati sul consumo di bevande zuccherate (Coca Cola e altri soft drinks) per verificare se alcuni dei loro componenti possano essere dannosi, scoprendo che il colorante caramello, impiegato in tutti i tipi di Cola, può essere potenzialmente molto pericoloso e addirittura causare il cancro. Vediamo i risultati di questa ricerca.


Il colorante della Cola è cancerogeno?

Il caramello è un colorante comunemente utilizzato in molti tipi di bevande gassate ma durante la produzione industriale si sviluppa al suo interno un composto chimico chiamato 4-methylimidazole (4-MEI) che in alte concentrazioni è catalogato come un probabile cancerogeno per l’uomo.

La ricerca, condotta su una vasta base statistica da un team di studiosi del Johns Hopkins Center, ha appurato che in America una percentuale di popolazione fra il 44 e il 58% della popolazione sopra i 6 anni beve almeno una lattina di Cola al giorno.

Dice il Dr. Keeve Nachman, direttore del Programma di Salute Pubblica legata alla produzione di cibi industriali e principale autore della ricerca: “I consumatori di Cola sono quotidianamente esposti a un evitabile rischio di cancro a causa di ingredienti che vengono aggiunti a queste bibite per uno scopo puramente estetico. Ciò deve spingere i produttori a riconsiderare l’uso dei loro coloranti”.

Gli studiosi hanno confrontato tra di loro ben 110 bevande, trovando concentrazioni di 4-MEI molto diverse anche nella stessa marca. “Per esempio ne abbiamo trovate alte concentrazioni in alcuni tipi di Cola light” racconta il Dr. Tyler Smith, altro autore della ricerca.

Cambia il colore ma non il gusto

I ricercatori hanno scoperto anche un altro fatto curioso. Analizzando le bibite prelevate dai negozi della California, unico stato americano ad aver introdotto per legge un limite alla presenza di 4-MEI nelle bibite, hanno effettivamente trovato valori decisamente inferiori rispetto agli altri campioni. Tuttavia le vendite e i consumi di queste bevande erano esattamente identiche al resto del Paese, a riprova del fatto che i consumatori gradivano la bevanda allo stesso modo.

Ciò significa che i produttori potrebbero tranquillamente abbassare il contenuto di 4-MEI nei loro prodotti, riducendo così anche il rischio di cancro tra i consumatori” suggerisce infine Nachman sulla base di questi risultati.

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Per l’Europa va tutto bene

Cosa ne pensa l’Unione Europea? In un documento del marzo 2011 l’EFSA (European Food Safety Authority) afferma:

“these caramel colours are neither genotoxic, nor carcinogenic and that there is no evidence to show that they have any adverse effects on human reproduction or for the developing child.”

Trad: “questi coloranti al caramello non sono nè genotossici nè cancerogeni, e non c’è alcuna evidenza sul fatto che possano avere effetti negativi sulla riproduzione umana o sulla crescita dei bambini”.

Per questo motivo l’Unione Europea non ha al momento posto alcun limite effettivo all’uso di questi coloranti alimentari nelle bevande. Tuttavia il dibattito nella comunità scientifica è aperto, poichè i risultati degli studi sono spesso contraddittori e gli enormi interessi economici che girano attorno a questo business sicuramente rappresentano un ostacolo al raggiungimento di una posizione accettata e condivisa.

Con ciò non voglio sottintendere alcun complotto dei nostri governanti per favorire le multinazionali del beverage a discapito della nostra salute, però è bene ricordare che è già successo varie volte in passato che i dati scientifici siano stati nascosti o manipolati ad hoc per fini puramente economici e quindi è sempre bene stare in guardia.

Quanta Coca Cola si beve in Italia?

 Il dato di fatto è che il consumo di bevande gassate che contengono questo colorante è in crescita in tutta Europa, e l’Italia non è da meno. Guardate questa immagine, tratta da un report del sito ufficiale di Coca Cola:

Consumo pro capite di Coca Cola

Consumo pro capite di Coca Cola in Eurpoa (dati ufficiali)

I dati sono in once americane, che valgono circa 0,25 litri (quindi il consumo di Coca Cola pro capite in Italia è aumentato da 23 litri a 34 litri in vent’anni).

Questo grafico indica chiaramente un ampio e generalizzato aumento nel consumo di questa bevanda che, oltre alle pesanti ricadute in ambito di salute pubblica dovute all’altissimo contenuto di zuccheri e conservanti, potrebbe anche aumentare il rischio di cancro nei bevitori abituali se dovessero essere confermati gli studi che indicano il colorante caramello come un potenziale cancerogeno.

Conclusioni

Un recente studio statistico americano ha verificato che il colorante caramello presente in molti tipi di Cola contiene composti potenzialmente cancerogeni, ma che la loro riduzione nelle bibite non pregiudica il consumo di tali prodotti da parte dei consumatori.

Anche se la ricerca ha trovato valori molto diversi di questi cancerogeni in differenti tipi e marche di bibite, ciò che mi sento di suggerire a tutti i lettori è di limitare il più possibile o meglio eliminare questo genere di bevande preferendo magari un dissetante bicchiere di acqua e limone o una salutare centrifuga, tuttalpiù un buon bicchiere di vino. Ne gioverà la vostra linea e anche la vostra salute… LO DICE LA SCIENZA!


Fonte:

Nachman E. et al., Caramel Color in Soft Drinks and Exposure to 4-Methylimidazole: A Quantitative Risk Assessment. PLOS ONE, 2015; 10 (2): e0118138 DOI: 10.1371/journal.pone.0118138

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