Molte donne iniziano programmi di fitness con l’intento di perdere peso, ma spesso quando vedono che non riescono a raggiungere l’obiettivo si sentono frustrate e smettono di allenarsi. In un nuovo studio a cavallo tra scienze  motorie e psicologia i ricercatori hanno analizzato ciò che rende felici le donne e come le loro aspettative e le loro idee rispetto all’esercizio fisico possano favorire o al contrario affossare  il raggiungimento dei loro obiettivi.


Motivazione fa rima con realizzazione

Tutto sanno che fare esercizio fisico con una certa regolarità è uno degli ingredienti principali per rimettersi in forma e restare in salute. Per questo anche molte donne di ogni età iniziano ad allenarsi con la speranza di perdere peso. Il più delle volte, però, allo slancio iniziale segue una fase di stanchezza che le fa desistere. Dopo qualche mese o anno tornano i buoni propositi e il ciclo ricomincia, creando così un circolo vizioso che porta quasi sempre al fallimento a causa della mancanza di motivazione a breve termine. Almeno questo è quello che dice la Dott.ssa Michelle Segar, direttore della University of Michigan’s Sport, Health and Activity Research (USA).
Nel recente studio da lei guidato i ricercatori hanno analizzato prima ciò che le donne dichiarano essere i fattori che le rendono felici e appagate. In seguito hanno investigato come le loro aspettative rispetto all’attività fisica possano aiutarle a raggiungere i loro obiettivi o al contrario vanificare i loro sforzi.
Una piena comprensione di ciò che motiva realmente le donne può fare un’enorme differenza nella loro abilità di inserire in modo fruttuoso l’attività fisica nella loro routine quotidiana e divertirsi a praticarla” dice infatti Segar.

Più attività fisica, meno motivazione… 

Segar e il suo team hanno guidato otto focus group fra donne dai 22 ai 49 anni. Circa la metà di esse aveva una vita attiva e praticava regolarmente attività fisica, mentre l’altra metà era costituita da soggetti quasi totalmente inattivi. Durante questi focus group le partecipanti sono state intervistate su vari argomenti e si sono scambiate le loro idee sotto gli occhi attenti dei ricercatori.
La prima fase della ricerca aveva l’obiettivo di identificare quali sono gli ingredienti che possono rendere felici e appagate le donne. Ne è emerso che sia le partecipanti più attive che quelle meno attive hanno indicato gli stessi fattori:
  • avere relazioni con gli altri e aiutare le altre persone a essere felici;
  • sentirsi rilassate e libere dalle pressioni durante il loro tempo libero;
  • raggiungere i piccoli obiettivi quotidiani di varia natura, dallo shopping alle soddisfazioni lavorative.

attività-fisica-motivazione-donneFino a qui tutto bene. Nella seconda parte dello studio però gli scienziati hanno veicolato il discorso sull’attività fisica, scoprendo un aspetto interessante. In sostanza hanno visto che per le donne inattive le loro idee e preconcetti rispetto agli esercizi rappresentano un vero ostacolo al raggiungimento dei loro obiettivi e in definitiva della loro felicità.Le donne meno attive, infatti, tendono a credere che per essere validi gli esercizi debbano essere anche molto intensi e impegnativi. Questo però cozza con il fatto che vorrebbero sentirsi rilassate e senza stress durante il tempo libero, come abbiamo visto prima.In pratica si sentono sotto pressione anche nel momento di svolgere l’attività fisica necessaria a dimagrire, mentre per essere davvero felici vorrebbero essere libere da qualunque tipo di pressione.  Il successo e la felicità deriva dal raggiungimento degli obiettivi, mentre le loro aspettative riguardo a quando e a quanto dovrebbero esercitarsi fanno loro credere che questi obiettivi siano irraggiungibili.”Il conflitto si genera fra ciò che queste donne poco attive credono di dover fare per allenarsi e perdere peso, magari anche sulla base di esperienze negative del passato, e il loro desiderio di non sentirsi sotto pressione durante il tempo libero. E questo le demotiva“, spiega Segar.

Non è la fine del mondo!

E per quanto riguarda le partecipanti più attive? La ricerca ha evidenziato che sono molto più flessibili nel loro modo di vedere e giudicare l’attività fisica. In genere loro sostengono che “non è la fine del mondo” se devono saltare  qualche sessione di allenamento ogni tanto. Danno cioè all’esercizio una priorità media e lasciano spazio ad altre attività quando le responsabilità della vita quotidiana non permettono di attenersi al programma di allenamento. Senza frustrazione nè sensi di colpa.

Riassumendo, mentre ciò che è emerso riguardo a felicità e successo sembra essere vero per entrambi i gruppi, le donne poco attive hanno una percezione differente dell’attività fisica rispetto alle donne più attive.

Poco allenamento, ma con serenità

Spiega la Dott.ssa Segar che “negli ultimi trent’anni ci è sempre stato detto che è necessario fare almeno 30 minuti al giorno di attività fisica per dimagrire e rimanere in salute. In realtà le ultime ricerche in questo campo evidenziano che è sufficiente anche un impegno molto più ridotto ma tanta gente non lo sa oppure non ci crede” (ne abbiamo parlato in modo approfondito nell’articolo “Per dimagrire ogni minuto conta“).

La scienziata aggiunge anche che questi metodi tradizionali di lavoro hanno funzionato per una certa percentuale della popolazione, ma più in generale hanno fallito nell’incrementare l’attività fisica della gente. Questo approccio tradizionale all’attività fisica può infatti minare la motivazione, come abbiamo visto.

Conclude la scienziata: “Questo studio da importanti indicazioni su come possiamo aiutare le donne a riorganizzare meglio la loro attività fisica nella vita di ogni giorno. Dobbiamo rieducare le donne insegnando loro che possono modificare il modo di  allenarsi in maniera costruttiva e motivante. E’ importante inoltre far passare il messaggio che anche poco movimento è sempre meglio di niente. Per aumentare la motivazione ed evitare l’abbandono dell’attività fisica dopo poco tempo dobbiamo aiutare le donne a desiderare di fare gli esercizi, anziché sentirsi costrette a farli per raggiungere i propri obiettivi“.

Ritroviamo la motivazione

arte-risalire-libroInsomma il succo di questa ricerca è che non occorre pretendere troppo da se stessi, che è necessario affrontare le sfide a piccoli passi senza perdersi d’animo e che la motivazione è l’arma più importante, anche per fare sport e perdere peso. La capacità di resistere ai piccoli e grandi fallimenti della vita per continuare sulla strada dei nostri obiettivi ha un nome, si chiama resilienza. Lo spiegano bene Elena Campanini e Alfredo Formosa nel loro splendido libro ” L’arte di risalire. Storie di campioni per le sfide di noi comuni mortali“. Un viaggio nelle storie di grandi campioni dello sport che a un certo punto si sono trovati davanti a qualche difficoltà apparentemente insormontabile, ma hanno saputo trovare la giusta motivazione per non arrendersi. Grazie a questo libro il loro esempio sarà di grande utilità anche per la nostra vita di tutti i giorni perchè ci insegnerà a non mollare mai.

Fonte:

Michelle Segar, Jennifer M. Taber, Heather Patrick, Chan L. Thai, Rethinking physical activity communication: using focus groups to understand women’s goals, values, and beliefs to improve public health. BMC Public Health, 2017; 17 (1).