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Spesso ci si chiede se stare al freddo, o perlomeno in un ambiente un po’ più freddo di quello al quale siamo abituati, possa aiutare a dimagrire. La risposta è si, mantenere la temperatura un po’ più bassa al lavoro e in ufficio può rivelarsi un’arma in più nella lotta contro il sovrappeso. Lo afferma uno studio tedesco recentemente pubblicato sulla rivista  Trends in Endocrinology & Metabolism. “Cosa comporta lasciare che il nostro metabolismo lavori per controllare la temperatura del corpo?” si è chiesto il Dr. Wouter van Marken Lichtenbelt, professore di biologia umana alla Maastricht University Medical Center e curatore della ricerca. In questo lavoro il suo team ha studiato come la frequente esposizione a temperature tiepide (tra i 17 e i 19 gradi) aumenta il consumo energetico del corpo. In altre parole il nostro metabolismo è portato a bruciare più calorie se vive in un ambiente più fresco. [1]


Quando un po’ di freddo ti aiuta a dimagrire

Diversi studi precedenti avevano dimostrato che sentire un po’ di freddo aumenta la produzione di calore da parte del corpo, fenomeno in realtà abbastanza intuitivo. A questo riguardo gli autori citano anche uno studio giapponese nel quale si spiega come dei volontari abbiano sperimentato un significativo calo del 5% della massa grassa corporea semplicemente per aver passato due ore al giorno per sei settimane alla temperatura di 17 gradi.  [2]

Gli scienziati hanno dimostrato che ciò è dovuto al fatto che l’esposizione prolungata a una temperatura ambientale inferiore favorisce la conversione del grasso bianco, quello che si deposita sotto la pelle e tra le viscere e che crea i tanto odiati inestetismi, in tessuto adiposo bruno, un tipo di grasso diverso che ha proprio lo scopo di favorire la termogenesi.

Termogenesi senza brividi

Tutti sappiamo che le basse temperature possono causare i brividi. I medici dicono che il brivido è una risposta biologica al freddo intenso che protegge gli uomini dall’ipotermia. Studi recenti mostrano però che esiste anche un altro tipo di risposta, chiamata termogenesi senza brividi (o NST, dall’inglese “non-shivering thermogenesis”). Si tratta di una risposta naturale del metabolismo utile a contrastare i cali di temperatura meno intensi e improvvisi. In sostanza la NST consiste in un aumento graduale del calore prodotto dal corpo fino a bilanciare la riduzione della temperatura esterna.

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freddo-dimagrireIn molti soggetti giovani o di mezza età la NTS aumenta da qualche punto percentuale fino al 30% in risposta all’esposizione alle medie temperature” scrivono i ricercatori nel loro articolo. “Quindi la NTS può avere un effetto fisiologico significativo sul dispendio energetico basale“, spiega il Dr. Lichtenbelt. In questo senso è assolutamente ragionevole concludere che stare per un tempo prolungato in un ambiente più fresco di quello a cui siamo abituati induce una risposta del corpo che nel lungo termine favorisce il dimagrimento.

L’articolo è principalmente basato sulla teoria” spiega il Dr. Mitchell Lazar, direttore del reparto di endocrinologia, diabete e metabolismo all’università della Pennsylvania. Che però aggiunge: “Tuttavia effettivamente ci sono anche evidenze scientifiche del fatto che una riduzione della temperatura induce il corpo a bruciare più calorie“.

Conclusioni

Un recente studio ha ripreso e ampliato i risultati di numerose ricerche precedenti per confermare l’ipotesi che l’esposizione del corpo a delle temperature inferiori rispetto a quelle a cui è abituato può favorire il processo di termogenesi e quindi aumentare il dispendio calorico basale. In sostanza ciò significa che stare un po’ al freddo, se non è eccessivo, non fa male ma anzi aiuta anche a dimagrire. I risultati scientifici suggeriscono quindi che abbassare il termostato di uno o due gradi fa bene non solo al portafoglio, ma anche alla bilancia… LO DICE LA SCIENZA!


Fonti:

[1] Lichtenbelt W. et al., Cold exposure–an approach to increasing energy expenditure in humans, Trends Endocrinol Metab. 2014 Apr;25(4):165-7.

[2] Takeshi Y. et al., Recruited brown adipose tissue as an antiobesity agent in humans, J Clin Invest. 2013;123(8):3404–3408.

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