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Sempre più spesso si sentono allarmi delle autorità sanitarie sulla presenza e sulla pericolosità di inquinamento atmosferico, polveri sottili e gas nocivi. Ma quanto incidono davvero questi inquinanti sulla salute pubblica? Ed esiste qualche metodo efficace, almeno nel lungo termine, per difendersi da questi agenti nocivi? Vediamo cosa dice la scienza.


Più morti qui che in India

Nonostante ci siano ancora alcuni Stati che stentano a riconoscere i problemi legati all’inquinamento atmosferico, negli ultimi decenni sono stati eseguiti moltissimi studi scientifici sugli effetti dell’inquinamento sulla salute umana. Purtroppo i risultati non sono affatto tranquillizzanti.

Guardiamo per esempio questa infografica realizzata dal OECD, un organismo internazionale che si occupa di valutare i rischi legati allo sviluppo globale.

Il grafico mostra il numero di decessi per milione di abitanti direttamente legati all’inquinamento in alcuni Paesi del mondo, riferiti al 2010. Non sorprende che ci sia la Cina in testa a questa triste classifica, mentre decisamente più inaspettato è il dato relativo all’Ungheria (praticamente allo stesso livello della Cina) e agli altri paesi europei.

E l’Italia? Peggio dell’India… Attenzione, non abbiamo intenzione di creare inutili allarmismi, ma di aiutare i lettori a prendere coscienza del fatto che il problema sanitario legato all’inquinamento ambientale esiste e non si può più fare finta di nulla. Si possono però mettere in atto alcuni semplici accorgimenti che, pur non rappresentando una soluzione definitiva al problema, possono aiutare in modo considerevole a proteggere noi e le nostre famiglie dagli effetti nocivi degli inquinanti atmosferici.

Come difendersi da inquinamento e polveri sottili

Yifang Zhu, docente di salute pubblica ambientale alla Fielding School of Public Health dell’Università della California, basandosi sulla sua decennale esperienza fornisce 3 semplici suggerimenti per difendersi al meglio dagli agenti inquinanti presenti nell’atmosfera.

1. Studiare il vento.

Anche se può sembrare un approccio d’altri tempi, il vento è un fattore da tenere in forte considerazione. Il vento cambia la sua direzione principale durante il giorno e, a seconda di dove soffia, può allontanare gli inquinanti dalla vostra casa o portarli dritti da voi.

Prima di tutto individuate dove si trovano le principali fonti di inquinamento rispetto alla vostra abitazione o al vostro ufficio. Potrebbe trattarsi di strade molto trafficate, fabbriche, zone industriali, inceneritori, discariche, ecc. Poi iniziate a tenere una sorta di diario in cui segnare più volte al giorno questi dati: orario, condizioni meteo e direzione del vento. Già nel giro di pochi giorni comincerete a rendervi conto che il vento non soffia in modo casuale ma segue invece regole ben precise legate alla posizione geografica, alla pressione atmosferica, all’ora del giorno, alla temperatura e così via.

Non appena siete abbastanza sicuri di aver capito questo schema è il momento di agire. Semplicemente chiudete le finestre quando il vento soffia dalla zona inquinata e apritele quando arriva dalla direzione opposta.

Siccome sia le molecole inquinanti che il particolato sottile vengono trasportati dal vento, nel lungo termine questo semplice accorgimento vi eviterà di respirare un bel po’di sostanze tossiche.

2. Occhio alla temperatura.

Quando i gas di scarico delle macchine e i fumi delle fabbriche si combinano con l’ossigeno dell’atmosfera in molti casi tendono a formare ozono. Questa molecola è molto irritante per gli occhi e le vie respiratorie e nel lungo termine può avere effetti estremamente nocivi. La reazione chimica che forma questa molecola è accelerata dall’energia fornita dai raggi solari e quindi nelle ore più calde del giorno, verso il primo pomeriggio, la presenza di ozono raggiunge il suo picco massimo.

Per questo il consiglio è di evitare di uscire di casa e soprattutto di fare attività fisica all’aperto nelle ore più calde del giorno e in particolare negli assolati pomeriggi estivi.

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3. Mantenere pulita l’aria in casa.

Anche se metterete in pratica i suggerimenti precedenti è comunque probabile che, se abitate in città oppure in vicinanza di impianti industriali o strade molto trafficate, l’aria che respirate quotidianamente non sia comunque molto buona. A lungo andare queste sostanze sospese in aria possono generare problemi respiratori, dalle reazioni allergiche all’asma, ma nei casi gravi anche tumori a gola e polmoni.

Per questo in dottor Zhu suggerisce, come ultima e buona pratica di prevenzione, quella di installare in casa o in ufficio un filtro per la purificazione dell’aria. Questi filtri non sono più grandi di un ventilatore portatile e hanno proprio lo scopo di far girare l’aria nella casa trattenendo tutte le particelle inquinanti. Attenzione però, questi purificatori non sono tutti uguali. Per essere realmente efficaci devono avere la certificazione HEPA (come questo, ad esempio): questa certificazione internazionale garantisce un alto potere filtrante e sopratutto la capacità di filtrare anche gli inquinanti più sottili.

Al contrario invece per purificare l’aria che respiriamo non sono affatto efficaci le classiche mascherine bianche o verdi che indossano talvolta i turisti asiatici in visita alle nostre città. Queste mascherine infatti altro non sono che semplici tessuti sintetici in grado di bloccare particolato molto grosso (che però è decisamente meno cancerogeno di quello sottile) o le goccioline di saliva degli starnuti, ma hanno maglie troppo larghe per fermare polveri micrometriche o addirittura sostanze gassose come l’ozono o il monossido di carbonio.

Conclusioni

Quello dell’inquinamento atmosferico e delle polveri sottili è un problema che si fa di anno in anno più pressante a causa del suo impatto sulla salute pubblica. Siccome i governi, specie quelli dei Paesi più inquinanti, non sembrano molto disposti a mettere in campo azioni concrete per limitare le emissioni nocive è necessario che ognuno si difenda da solo, per quanto possibile. Vanno in questo senso i consigli dei ricercatori che, dopo anni di studi sul campo, sono giunti a suggerire tre semplici metodi per proteggersi dall’inquinamento atmosferico in casa e sul posto di lavoro: aprire le finestre quando il vento soffia verso la fonte inquinante e non viceversa, evitare di fare attività all’aperto durante le ore più calde e installare depuratori d’aria domestici dotati di filtri HEPA, quindi certificati per il filtraggio di polveri sottili.


Fonte:

https://www.sciencedaily.com/releases/2017/03/170323084131.htm


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