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Ormai i fitness trackers sono entrati nella vita di tutti gli sportivi, non meno dei telefoni cellulari. Che siano applicazioni per smartphone, braccialetti, smart watches o altri sistemi indossabili, il loro costo ormai alla portata di tutti e le loro molteplici funzionalità (contapassi, chilometri percorsi, conteggio delle pulsazioni e delle calorie bruciate, consigli per migliorare l’attività fisica, ecc…) li hanno resi uno strumento quasi indispensabile per coloro che svolgono regolarmente attività fisica o anche per chi è solo curioso di misurare le proprie performance. Non c’è dubbio che questi strumenti possano essere gadget simpatici e anche molto utili, tuttavia una nuova ricerca scientifica chiarisce che essi non sono un aiuto per chi vuole perdere peso e mantenere la forma nel lungo termine ma anzi che, al contrario, rappresentano addirittura un ostacolo in questo senso.


I numeri dello studio sui fitness trackers

La ricerca, durata 24 mesi e condotta dagli studiosi della University of Pittsburgh School of Education’s Department of Health and Physical Activity, aveva proprio lo scopo di verificare se l’uso regolare dei fitness trackers commerciali sia efficace per favorire e mantenere nel tempo la perdita di peso. Lo studio ha coinvolto 470 persone (il 77% erano donne) di età compresa fra i 18 e i 35 anni e con un indice di massa corporea compreso fra 25 e 39, quindi in sovrappeso.

Tutti i partecipanti sono stati sottoposti ad un regime alimentare a basso contenuto di calorie, sono stati invitati ad aumentare la propria attività fisica e hanno seguito dei corsi di gruppo su salute e dimagrimento. Inoltre è stato registrato il loro peso all’inizio della ricerca e poi ogni sei mesi.

A metà di essi è stato dato un dispositivo indossabile commerciale (una fascia da fissare alla parte alta del braccio), mentre per gli altri sono stati organizzati ulteriori incontri di gruppo con cadenza mensile.

Confrontarsi con gli altri aiuta a dimagrire più dei numeri sul display

Alla fine dei due anni di studio i ricercatori hanno osservato che l’uso dei dispositivi indossabili combinato con le istruzioni alimentari per il dimagrimento ha portato ad una perdita di peso nettamente inferiore (quasi la metà!) rispetto a chi aveva ricevuto solo le istruzioni sulla dieta e poi era stato invitato agli incontri di gruppo, e i risultati sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista The Journal of the American Medical Association.

I numeri parlano chiaro: dopo 24 mesi quelli che avevano utilizzato anche i dispositivi wearables avevano perso in media 3,5 Kg mentre quelli che non portavano fitness trackers erano dimagriti in media di 6 Kg, ovvero quasi il doppio.

Risulta quindi evidente che questi dispositivi che monitorano e danno dei feedback sull’attività fisica non offrono alcun vantaggio reale se lo scopo dell’allenamento è quello di perdere peso. Questo perchè se da un lato i fitness trackers offrono uno spunto iniziale per iniziare un po’ di sano movimento e possono incoraggiare l’attività fisica, essi non aumentano l’aderenza a un corretto e salutare regime alimentare. Tuttavia la ricerca ha dimostrato che è proprio questo fattore l’aspetto più importante di ogni programma pensato per il dimagrimento.

Conclusioni

I fitness trackers sono oggetti molto di moda fra gli sportivi e sempre più spesso utilizzati anche dai principianti e da coloro che intendono iniziare l’attività fisica. Del resto il loro basso costo e il loro design moderno li rendono anche oggetti di stile e tendenza. Certamente le loro funzioni principali (rilevazione del battito cardiaco, delle calorie consumate, del tempo di allenamento, ecc…) li rendono strumenti utili per monitorare il proprio allenamento e i progressi che si fanno nel tempo. Questa ricerca tuttavia mette bene in chiaro i limiti di questi dispositivi, dimostrando che non possono essere utilizzati come dei “motivatori” per perdere peso, anzi in questo senso risultano controproducenti.

Personalmente ritengo che vedere sul display dopo un paio d’ore di corsa che si sono perse magari 400KCal ci fa pensare di poterci permettere qualche sgarro in più perchè “tanto ho bruciato un sacco di calorie”, e questa potrebbe essere una delle cause che spiegano i sorprendenti risultati di questo studio. Se il tuo scopo è quello di dimagrire, il mio consiglio è sicuramente quello di utilizzare uno di questi tracker nei primi tempi per abituarti a conoscere le risposte del tuo organismo ai vari sforzi e per farti un’idea di quante calorie si possono bruciare con l’attività fisica che intendi fare, ma poi di staccarti da questi gadget cercando di trovare in te stesso (o anche nei social network, ne ho parlato in questo articolo) la motivazione per indossare ogni giorno le scarpe da ginnastica. Così, dice la scienza, alla fine dimagrirai di più.


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