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La tua dieta non funziona? Combatti ogni giorno contro le tentazioni del cibo ma nonostante questo non riesci proprio a dimagrire? Una nuova ricerca ha tentato di far luce su questo tipo di fallimento che molte persone sperimentano quotidianamente, e che può portare ad alti livelli di frustrazione personale e conseguentemente ad un abbandono della dieta. Ecco quindi i meccanismi psicologici che stanno dietro alle nostre scelte alimentari e come modificarli per rendere davvero efficace la propria dieta.


La dieta non funziona se prevede troppe rinunce

Molti di noi sono convinti che il miglior modo per dimagrire sia quello di dare un drastico taglio ai propri cibi preferiti, ma una nuova ricerca condotta dagli studiosi della Baylor University ha dimostrato che non è così. Spesso infatti questa si rivela una strategia completamente sbagliata che nel lungo termine non aiuta nè a perdere peso nè a mantenere i risultati già raggiunti.

La nostra ricerca mostra che invece di eliminare i cibi preferiti e sostituirli con altri più salutari ma sicuramente meno appetibili è meglio focalizzarsi su cibi più leggeri ma che possono essere di nostro gradimento” dice la professoressa Meredith David, principale autrice della ricerca. “Le persone a dieta che si impongono di non consumare più i loro cibi preferiti e calorici, sono destinati al fallimento. Dovrebbero invece cercare di aggiungere alle proprie abitudini alimentari dei nuovi cibi più salutari che di solito non consumano ma che possono essere altrettanto gustosi“.

Lo studio ha analizzato le abitudini alimentari e il profilo psicologico di 524 persone che seguivano una dieta “fai da te”, scoprendo che i soggetti con un minore autocontrollo avevano eliminato drasticamente i loro cibi preferiti mentre quelli con maggiore autocontrollo tendevano in modo naturale a mangiare più cibi salutari, senza eliminare del tutto quelli più calorici. La vera sorpresa è che il secondo approccio dava risultati nettamente migliori.

Cibi da togliere? No, cibi da aggiungere!

I ricercatori sono giunti in particolare a tre conclusioni, tutte collegate fra loro:

  1. quando è stato chiesto ai volontari di stilare una lista delle loro regole per mettersi a dieta, la maggioranza delle persone ha scelto di eliminare determinati cibi che consumavano abitualmente. Altri soggetti invece anzichè eliminare alimenti molto calorici ne aggiungevano di più salutari, oppure ne aumentavano il consumo nell’arco della giornata, e questi ottenevano risultati migliori e più duraturi. Un’idea concreta per esempio potrebbe essere quella di seguire il consiglio che ti ho dato in questo articolo.
  2. quando è stato chiesto ai volontari quali cibi dovessero eliminare dalla propria dieta, le persone con meno autocontrollo hanno scelto proprio quelli che amavano di più mentre i soggetti con maggiore capacità di controllo hanno scelto cibi calorici ma ai quali potevano rinunciare con più facilità.
  3. alla domanda su quali cibi dovessero invece essere inclusi, i primi hanno scritto più spesso alimenti che non amavano mentre i secondi hanno pensato in modo più oculato a cibi più salutari ma gustosi che non consumavano abitualmente, oppure che consumavano solo in piccole quantità.

Le conclusioni della ricerca sono che l’approccio tradizionale alla dieta “fai da te”, che elimina totalmente e improvvisamente dei cibi calorici che ci piacciono e consumiamo abitualmente, non è certo la più efficace. Piuttosto che rinunciare totalmente ai nostri cibi preferiti (dolci, fritti, formaggi, alcolici, ecc…) sostituendoli magari con alimenti insipidi e poveri di nutrienti, è molto più efficace aumentare il consumo di alimenti più salutari come frutta, verdura e cibi integrali continuando a consumare, in misura minore, anche quelli che più amiamo.

io mi voglio bene marco bianchiPer chi volesse approfondire l’argomento della cucina sana, salutare e dietetica mi sento di consigliare il libro di Marco Bianchi “Io mi voglio bene. Gli indispensabili in cucina: i miei alimenti del benessere e 300 idee per cucinarli“. Mi piace molto Marco Bianchi perchè ha un importante background scientifico (è laureato in Biochimica e ha lavorato per 10 anni come ricercatore scientifico prima di diventare uno chef) e quindi ha assoluta cognizione di ciò che scrive. Questo libro nasce dal desiderio di condividere questo sapere, e lo chef lo fa raccontando tutto ciò che avremmo voluto sapere sui cibi e non ci hanno detto, dai benefici che apportano al nostro organismo alle malattie che ci aiutano a prevenire, dai nutrienti che contengono alla loro interazione con il nostro genoma. A tutto ciò ovviamente allega il suo ricettario di 300 ricette e i piatti che più rappresentano la sua idea di cucina del benessere. Potete anche leggere un ampio estratto gratuito del libro cliccando sulla copertina che appare alla pagina che ho linkato sopra.

Rendi più efficace la tua dieta con le scelte giuste

Prova a pensare a quali sono i cibi che ti piacciono ma che mangi raramente o che non consumi mai. O anche a quelli che non hai proprio mai assaggiato, magari legati al preconcetto che di sicuro non ti piaceranno. Stila la tua lista di cibi, comprali, assaggiali, guarda nuove ricette su internet con questi ingredienti, cerca nuove cose in supermercati diversi. Quando scopri qualcosa che ti piace davvero e che ha meno calorie dei tuoi cibi preferiti mettilo nel tuo carrello della spesa e prendi l’abitudine di consumarlo abitualmente (anche la frutta secca potrebbe rientrare in queste categorie perchè la scienza ha dimostrato che non fa ingrassare, come ho riportato in questo articolo). Questo ti porterà in maniera naturale a mangiare meno dei tuoi cibi preferiti (e spesso assai calorici) perchè assumere molti nuovi alimenti ti darà un maggiore senso di sazietà e appagamento. I risultati sperimentali confermano che questo è l’approccio giusto per perdere peso gradualmente e mantenerlo nel tempo, senza troppa fatica e sopratutto senza drastiche rinunce… LO DICE LA SCIENZA!


Fonte:

Meredith E. David, Kelly L. Haws. Saying “No” to Cake or “Yes” to Kale: Approach and Avoidance Strategies in Pursuit of Health Goals. Psychology & Marketing, 2016; 33 (8): 588


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